Mobbing
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Definizione di Mobbing
Proposta di legge
Quando è Mobbing?
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Definizione di Mobbing
     

Il Mobbing è una situazione di aggressione, di esclusione e di emarginazione di un lavoratore da parte dei suoi colleghi o dei suoi superiori. Deriva dal verbo "to mob": assalire tumultuando in massa, malmenare, aggredire. In italiano: "molestie morali sul luogo di lavoro" o "terrore psicologico in ufficio".


     
Proposta di legge
     

Il concetto di "Mobbing", ossia di violenza e persecuzione psicologica è regolamentato dalla proposta di legge N° 6410 e abb. che nell'Art. 1 ne definisce la natura e le finalità.

"Per violenza e persecuzione psicologica si intendono gli atti posti in essere e i comportamenti tenuti da datori di lavoro, nonché da soggetti che rivestano incarichi in posizione sovraordinata o pari grado nei confronti del lavoratore, che mirano a danneggiare quest'ultimo e che sono svolti con carattere sistematico e duraturo e con palese predeterminazione.

Gli atti e i comportamenti si caratterizzano per il contenuto vessatorio e per le finalità persecutorie, e si traducono in maltrattamenti verbali e atteggiamenti che danneggiano la personalità del lavoratore, quali:
  • il licenziamento
  • le dimissioni forzate
  • il pregiudizio delle prospettive di progressione di carriera
  • l'ingiustificata rimozione da incarichi già affidati
  • ingiustificate discriminazioni e penalizzazioni del trattamento retributivo
  • l'esclusione della comunicazione di informazioni rilevanti per lo svolgimento delle attività lavorative
  • la svalutazione dei risultati ottenuti
Il danno di natura psico-fisica causato dal fenomeno del mobbing ha come conseguenze dirette la menomazione della capacità lavorativa, ovvero pregiudica l'autostima del lavoratore che lo subisce traducendosi in forme depressive."


     
Un lavoratore è vittima di Mobbing quando:
     

  • All'improvviso gli spariscono o si rompono (senza che siano sostituiti) computer, telefono o lampadine
  • I litigi o i dissidi con i colleghi sono sempre più frequenti
  • Gli viene messo vicino un accanito fumatore pur sapendo che detesta il fumo
  • Quando entra in una stanza la conversazione generale si interrompe bruscamente
  • Viene escluso da notizie e da riunioni utili per lo svolgimento del suo lavoro
  • Apprende che girano pettegolezzi infondati sul suo conto
  • Gli vengono affidati da un giorno all'altro, incarichi inferiori alla sua qualifica o estranei alle sue competenze
  • Viene sorvegliato nei più minimi dettagli: orari di entrata e di uscita, telefonate, tempo passato a bere un caffè
  • Riceve rimproveri eccessivi per piccolezze
  • Le sue richieste sia verbali che scritte non ottengono alcuna risposta
  • I superiori o i colleghi lo provocano per indurlo a reagire in modo incontrollato
  • Risulta escluso da feste aziendali o attività sociali
  • Viene preso in giro per l'aspetto fisico o l'abbigliamento
  • Tutte le sue proposte sono rifiutate senza valide motivazioni
  • E' retribuito meno di chi ha incarichi meno importanti
Non tutti i problemi sul lavoro costituiscono molestia morale: una certa conflittualità interpersonale è fisiologica. La molestia morale è invece una vera patologia sociale caratterizzata da: continuità delle aggressioni nel tempo, stillicidio di eventi persecutori, intensificazione progressiva degli attacchi che portano a isolamento, emarginazione, disagio e malattia.